Perché il parquet a tre strati non è la scelta migliore per il riscaldamento a pavimento?
Nella scelta del pavimento per ambienti con riscaldamento a pavimento, sono importanti soprattutto la conducibilità termica del materiale e la sua stabilità dimensionale. Il parquet a tre strati (o prefinito multistrato) è spesso una soluzione meno adatta in questo caso.
Il motivo principale risiede nella sua composizione. Lo strato inferiore del parquet a tre strati è solitamente realizzato in abete o pino, che sono conifere tenere. Questi legni hanno una densità inferiore e una scarsa conducibilità termica, agendo quindi come isolanti termici. Per fare un confronto: la densità dell’abete è di circa 470 kg/m³, mentre la betulla, spesso utilizzata per supporti di qualità superiore, ha una densità di circa 750 kg/m³. Il legno più denso conduce meglio il calore, risultando più efficiente con il riscaldamento a pavimento.
Inoltre, le conifere contengono più sacche d’aria, che riducono ulteriormente la conducibilità termica. Le latifoglie sono generalmente migliori conduttori di calore rispetto alle conifere, il che significa che consentono un migliore trasferimento di calore dal sistema di riscaldamento all’ambiente.
Il parquet a tre strati è anche meno stabile dimensionalmente rispetto al parquet prefinito a due strati. A causa della sua costruzione, reagisce maggiormente ai cambiamenti di temperatura e alle fluttuazioni di umidità. Il parquet prefinito a due strati, in particolare quello con uno strato inferiore in compensato di betulla, offre maggiore stabilità e una migliore efficienza termica, ed è quindi generalmente una scelta più adatta per l’installazione su riscaldamento a pavimento.



